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“PULP"- CHARLES BUKOWSKI

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Di Manuela Chiavaroli



Siamo a Los Angeles.  Nick Belane, detective in sovrappeso, indebitato, con 
tre ex mogli e una depressione cronica nonostante l’altissima concezione di sè, 
si dipana tra bar, tavoli verdi, eccesso di alcool, malviventi, strozzini,  
personaggi  ambigui, donne disinibite e aggressive, criminalità dilagante, 
degrado ambientale e morale. E’ il tipico personaggio di Bukowski, scrittore al 
di fuori di ogni classificazione borghese, amato da un pubblico ancora oggi 
vastissimo, disprezzato da molti critici del suo tempo, ma rivalutato negli 
ultimi decenni e in particolar modo dopo la morte, avvenuta nel 1994. Il 
romanzo vide la luce postumo,  pochi mesi dopo la scomparsa dell’autore.
Il protagonista del libro è in tutta probabilità  l’alter ego di Bukowski e 
avrà a che fare con clienti dalle richieste sempre più bizzarre.  Dovrà fare i 
conti con la “Signora Morte”, che vuole rintracciare il famoso scrittore Celine 
nonostante sia ufficialmente morto 32 anni prima; con John Burton, che chiede a 
Nick di trovare il “Passero Rosso” senza dirgli se sia davvero un uccello 
oppure un essere umano soprannominato in tal modo; Jack Bass, che pretende le 
prove del tradimento di sua moglie per chiedere il divorzio; Hal Groover ,  che 
è perseguitato da una splendida aliena, un tipico caso di ciò che noi oggi 
chiameremmo stalking. Nick, tra una sbronza e l’altra, va in giro a chiedere 
informazioni ai baristi dei locali malfamati che frequenta. Lo ritroviamo 
spesso nel suo sudicio e disordinato appartamento, mentre i suoi clienti  e  i 
suoi ricercati gli parlano dalla radio, lo minacciano o gli fanno avances.  L’
investigatore cerca di procrastinare, ma le indagini, per amore o per forza, 
devono andare avanti. E spesso gli indizi saranno forniti a Nick , 
volontariamente o meno, proprio dai suoi assurdi clienti.
Lo stile è asciutto, con immagini vivide, linguaggio realisticamente scurrile 
e un sapiente uso del discorso diretto. Il titolo (”pasticcio” in inglese) è 
appropriato, perché le quattro vicende si intersecano continuamente tra di loro 
e lo stesso Nick condivide la bizzarria, la propensione a sparare e a fare a 
pugni degli altri personaggi.  Ne esce fuori un romanzo breve ma in cui sono 
concentrati colpi di scena, risse e omicidi. Ma dove c’è più sporcizia? Nel  
misero appartamento di Nick o nella società coeva?